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Sotto il manto della Dea

Il mio mondo
Sotto il manto della Dea, come ogni donna è mia sorella e mia figlia e mia madre,
ogni uomo deve essere per me padre e amante e figlio...
Mi racconto
Utente: Neferkr
" Come si può descrivere la preparazione di una Sacerdotessa? Ciò che non è ovvio è segreto. Coloro che hanno percorso la stessa strada lo sanno, e coloro che non l'hanno percorsa non lo sapranno mai."
amo
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mithra

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You are The High Priestess

Science, Wisdom, Knowledge, Education.

The High Priestess is the card of knowledge, instinctual, supernatural, secret knowledge. She holds scrolls of arcane information that she might, or might not reveal to you. The moon crown on her head as well as the crescent by her foot indicates her willingness to illuminate what you otherwise might not see, reveal the secrets you need to know. The High Priestess is also associated with the moon however and can also indicate change or fluxuation, particularily when it comes to your moods.

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ricevuto da Ruggero
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venerdì, 01 maggio 2009


Cup of Wonder, Jethro Tull

May I make my fond excuses
for the lateness of the hour,
but we accept your invitation,
and we bring you Beltane's flowers.
For the May Day is the great day,
sung along the old straight track.
And those who ancient lines did lay
will heed this song that calls them back.

Pass the word and pass the Lady,
pass the plate to all who hunger.
Pass the wit of ancient wisdom,
pass the Cup of crimson wonder.

Ask the Green Man where he comes from,
ask the Cup that fills with red.
Ask the old grey standing stones
that show the sun its way to bed.
Question all as to their ways,
And learn the secrets that they hold.
Walk the lines of nature's palm,
crossed with silver and with gold.

Pass the Cup and pass the Lady,
pass the plate to all who hunger.
Pass the wit of ancient wisdom,
pass the Cup of crimson wonder.

Join in black December's sadness,
lie in August's welcome corn.
Stir the Cup that's ever filling
with the blood of all that's born.
But the May Day is the great day,
sung along the old straight track.
And those who ancient lines did lay
will heed this song that calls them back.

Pass the word and pass the Lady,
pass the plate to all who hunger.
Pass the wit of ancient wisdom,
pass the Cup of crimson wonder.
postato da: Neferkr alle ore 18:04 | Permalink | commenti (1)
categoria:festività
venerdì, 01 maggio 2009
Maypole Pictures, Images and Photos
postato da: Neferkr alle ore 00:17 | Permalink | commenti (2)
categoria:festività
lunedì, 16 marzo 2009
Uno dei festival religiosi più importanti del Rajasthan, dedicato a Gauri, personificazione della dea Parvati, consorte di Shiva. Gauri rappresenta la felicità coniugale e la sua festa, dedicata all'amore, inizia il giorno successivo alla celebrazione di Holi.
> Quando: 19 - 21 marzo 2008
postato da: Neferkr alle ore 18:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:festività, dee
lunedì, 16 marzo 2009
Holi Festival in india Pictures, Images and Photos

Se vi capita di passare per l'India del Nord nel periodo di luna piena tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, preparatevi a incontrare ovunque persone in festa. Quella di Holi è una ricorrenza che segna la fine dell'inverno e l'avvicinarsi della primavera. I fiori iniziano a sbocciare, il sole splende nel cielo e sembra che ogni altra cosa passi in secondo piano.

Più di ogni altra festività, Holi è il trionfo dell'India gioiosa ed esuberante. Lasciatevi trascinare dai costumi colorati, dai sari in seta, dai colori sgargianti, dagli incensi, dai suoni e dalle bandiere, dai templi e dai luoghi sacri di questo straordinario paese.

Molte tradizioni e usanze sono legate alla festa di Holi - quella che vivrete e sentirete raccontare dipenderà dal luogo in cui vi troverete. Nelle regioni meridionali, soprattutto in Kerala, la tradizione vuole che il dio dell'amore, il giovane Kamdev (l'equivalente hindu di Cupido), in uno dei suoi pericolosi giochi infantili, un bel giorno abbia spedito una freccia al terzo occhio del suo signore, il dio Shiva.

Per questa bravata, il povero Kamdev non fu solo castigato. In un incontenibile eccesso di zelo punitivo, Shiva lo fece ardere vivo. La sua compagna implorò a lungo che l'amato Kamdev le fosse restituito, ma i suoi desideri furono esauditi solo in parte. Shiva acconsentì al ritorno di Kamdev dall'aldilà, ma non permise che gli fosse restituita la forma umana. Di qui, l'uso di cantare litanie e lamentazioni durante la festa di Holi.

Una storia ancora più fosca e tetra racconta di donne vampiro dedite a uccidere i bambini succhiando loro il sangue e desiderose di eliminare il dio Krishna nello stesso modo. I fuochi accesi alla vigilia di Holi rappresentano la punizione inflitta a una delle vampiresse, Putana, che fu bruciata viva. Ma segnano anche il trionfo della vita, l'avvicinarsi della primavera e la vittoria sul freddo inverno.

Un altro mito interessante è quello di Hiranyakashyap e Prahlad, una specie di versione hindu di Guerre Stellari, una lotta tra il bene e il male, segnata dal trionfo della fede sui limiti della fisica. In questa versione Holika, sorella di Hiranyakashyap, è inviata a uccidere il nipote Prahlad, che ha rifiutato le lusinghe delle tenebre, continuando ad adorare il dio Vishnu e rifiutando di ubbidire a suo padre Hiranyakashyap. Per punirlo, Holika conduce Prahlad in una fornace ardente, ma è vittima della sua stessa trappola, perché viene incenerita dal fuoco. La brutta fine di Holika è ricordata dai falò accesi alla vigilia della festa di Holi.

Questi miti e leggende hanno il sapore della tragedia, ma quella di Holi è una ricorrenza segnata dalla gioia e dell'esuberanza. L'avvicinarsi della primavera infonde a tutti nuova energia e il consumo di bhang e thandai a base di marijuana ha la sua parte nell'euforia generale. Le persone in festa si riversano nelle strade con buone scorte di gulal (un colorante) e gavettoni e, dalla mattina presto, non hanno pietà per nessuno. La guerra del colore infuria per tutta la mattina, ma a mezzogiorno, puntualmente, scatta il cessate il fuoco. Le strade ritornano stranamente tranquille, mentre le persone si lavano nei fiumi o nelle tinozze. Nel pomeriggio i guerrieri si ristorano mangiando dolcetti e celebrando le glorie della battaglia.

Un tempo i colori erano estratti da un fiore che sboccia solo nel periodo della festa, ma oggi è più probabile che le munizioni siano acquistate al mercato locale. Le montagne di profumato gulal - il giallo dello zenzero, l'arancione dello zafferano, il blu dell'indaco, fino al turchese più intenso, con tutte le sfumature possibili - vi faranno venire una voglia matta di partecipare

http://www.lonelyplanetitalia.it
postato da: Neferkr alle ore 18:09 | Permalink | commenti
categoria:festività
lunedì, 23 febbraio 2009
Per spiegare l'origine della festa di Maha Shivaratri (la notte in cui il Lingam emerge da Shiva) negli Shastra vengono raccontate molte storie. Una di queste racconta che un uomo di un villaggio, che era un grande devoto di Shiva, un giorno si recò come di consueto nella foresta a raccogliere legna. Quando scesero le ombre della notte e l'oscurità pian piano avvolse la foresta, egli non riusciva più a ritrovare la via del ritorno. Spaventato dal terribile ruggito delle tigri che si aggiravano nel buio, si rifugiò tra i rami di un albero di Bilva. Passavano le ore, ma il povero uomo non trovava il coraggio di lasciare il suo rifugio. Per restare sveglio, iniziò a lasciar cadere a terra le foglie che staccava dai rami, recitando il nome di Shiva e così intento trascorse tutta la notte. Quando le prime luci dell'alba rischiararono la foresta, l'uomo vide che dove aveva lasciato cadere le foglie, era spuntato uno Shiva linga: la sua profonda devozione lo aveva protetto dai pericoli e aveva prodotto la straordinaria apparizione.

Un altro risvolto è che questo è il giorno in cui Shiva, in Estasi, eseguì la Danza Cosmica (Tandava) con tutti gli Dei ed i Saggi che prendevano parte all'Evento Cosmico. Quando Shiva consumò il veleno (Halahala) emerso dall'oceano di latte, in risposta alle preghiere dei Mondi che esso minacciava di distruggere, il calore delle esalazioni era quasi intollerabile anche per Lui. Quindi, si racconta, il Gange fu versato ininterrottamente sui suoi riccioli arruffati. Questo è il motivo dell'Ab-hisheca [la cerimonia in cui si versa acqua benedetta, olio, latte, etc. sull'idolo], che viene offerta in tutti i templi di Shiva per ore ed ore, ed in altri luoghi ininterrottamente. Shiva ne trasse solo un sollievo parziale. Allora Gli venne appoggiata sulla testa la fresca Luna e questo Gli apportò un po' di ristoro. Infine Gli fu messo il Gange sui capelli, cosa questa che Gli fu di grande aiuto. Dopo di ciò, Shiva eseguì la danza Tandava con tutti gli Dei.
Questa è la storia, ma tutto ciò non accadde in un giorno particolare e quindi non si può dire che Shivaratri commemori quel giorno. Alcuni asseriscono che Shiva sia nato in quel giorno, come se Egli avesse nascita e morte come un qualsiasi mortale! La storia che narra del cacciatore che salì su di un albero di bilva per cercare degli animali da uccidere e, senza alcuna intenzione di adorare nessuno, inconsapevolmente fece cadere le foglie di quell' albero, che per caso erano di bilva, su di un Lingam che si trovava lì sotto, ottenendo la salvezza, spiega solo l'importanza di questo giorno, non la sua origine!

Inoltre, non c'è solo Mahashivaratri. Ogni mese abbiamo una notte di Shiva (Shivaratri) , dedicata all'adorazione di Shiva. Di nuovo: qual è il significato della notte (Rathri)?


La Grande Affinità tra la Mente e la Luna

Bene, la notte è dominata dalla Luna, che ha sedici frazioni (Kala) e, quando è in fase calante,ogni giorno che passa essa si riduce di una frazione fino a scomparire nella notte di Luna Nuova. Dopo, ogni giorno aumenta di una frazione finché diventa completa nella notte di Luna Piena. La Luna è la Divinità che presiede alla mente: 'La Luna nacque dalla mente della Divinità (Purusha)' [Chandrama manaso jathah]. Tra la mente (manas) e la Luna c'è un'affinità molto stretta, entrambe sono soggette a calare e a crescere; il decrescere della Luna è il simbolo del decrescere della mente.

Il momento di Luna Nuova può essere quindi associato con quello stato della mente in cui le fluttuazioni e i suoi capricci sono molto ridotte, potendo essere facilmente sospese e controllate con la disciplina spirituale. Tutte le pratiche spirituali (Sadhana) sono volte a questo fine. La mente (Manohara) deve essere uccisa in modo che l'illusione (Maya) venga fatta a pezzi e la Realtà svelata. Ogni giorno, durante la metà oscura del mese, la Luna, e simbolicamente la sua controparte nell'uomo, la mente o Manas, decresce e si riduce di una frazione; il suo potere decresce ed infine al quattordicesimo giorno (Chathurdashi) ne rimane solo una minuscola frazione, tutto qui. Se quel giorno l'aspirante spirituale (Sadhaka) fa un piccolo sforzo in più, anche quel frammento può venir eliminato e la padronanza della mente (Manonigraha) può essere conquistata.

La quattordicesima notte (Chathurdashi) della metà oscura è quindi chiamata Shivarathri in quanto la notte andrebbe trascorsa nella ripetizione del Nome (japa) e nella meditazione (Dhyana) su Shiva, senza nessun altro pensiero per il cibo o il riposo. Così facendo il successo è assicurato. E, una volta all'anno, nella notte di Mahashivarathtri, si raccomanda uno slancio di attività spirituale, affinché ciò che è cadavere (shavam) possa
diventare Dio (Shivam) tramite la rimozione di questa scoria chiamata mente (manas).

A Shivarathri la mente deve ridursi a niente (laya). Lingam significa ciò in cui questo Universo fisico (Jagath) ottiene il nulla (laya ), ciò verso cui esso si dirige (gamyathe). Esaminate il Lingam: le tre qualità primordiali (Guna) sono rappresentate dal sostegno a tre strati ed il Lingam che vi sta sopra simboleggia la meta della vita. Lingam significa 'simbolo', il simbolo della Creazione, il risultato dell'attività delle tre qualità (guna) della Realtà Suprema (Brahman) che lo permea e gli dà significato e valore.
Quando adorate il Lingam, dovete farlo avendo fede in questo significato simbolico.

dal Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prasanthi Nilayam il 7 febbraio 1959, in occasione della celebrazione di Mahashivaratri










postato da: Neferkr alle ore 18:18 | Permalink | commenti
categoria:suggestioni, festività, conoscere gli dei
lunedì, 02 febbraio 2009
Every day, every night
that I praise the goddess,
I know I shall be safe:
I shall not be chased,
I shall not be caught,
I shall not be harmed.
Fire, sun, and moon
cannot burn me. Not
lake nor stream nor sea
can drown me. Fairy
arrow cannot pierce me.
I am safe, safe, safe,
singing her praise.

~The Shield of Brigid, Irish Prayer
postato da: Neferkr alle ore 16:32 | Permalink | commenti (3)
categoria:festività, dee
sabato, 31 gennaio 2009
goddess brigid Pictures, Images and Photos
Here is Biddy, dressed in white.
Give her something to get through the night.
Here is Biddy, dressed in white.
Give poor Biddy a little light.
Give poor Biddy something!
Look, her clothes are torn.
Give poor Biddy something!
Look, her shoes are worn.
Here is Biddy, dressed in white.
Give her something to get through the night.
Here is biddy, dressed in white.
Give poor biddy a little light.

---Traditional Irish song to the Goddess Brigid
postato da: Neferkr alle ore 13:20 | Permalink | commenti (1)
categoria:festività, dee
giovedì, 18 dicembre 2008
da Wikipedia

I Saturnali erano un'antica festività della religione romana dedicata all'insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell'oro; si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, come stabilito da Domiziano.
I saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, a volte orge; i partecipanti usavano scambiarsi l'augurio io Saturnalia, accompagnato da doni simbolici.


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Durante questi festeggiamenti era sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi potevano comportarsi; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps -una sorta di caricatura della classe nobile- a cui veniva assegnato ogni potere. In realtà la connotazione religiosa della festa prevaleva su quella sociale e di "classe". Il "princeps" era in genere vestito con una buffa maschera e colori sgargianti tra i quali prevaleva il rosso (colore degli dei) e poteva ricordare il nostro Babbo Natale.
Era la personificazione di una divinità inferica, da identificare di volta in volta con Saturno o Plutone, preposta alla custodia delle anime dei defunti, ma anche protettrice delle campagne e dei raccolti.
In epoca romana si credeva che tali divinità, uscite dalle profondità del suolo, vagassero in corteo per tutto il periodo invernale, quando cioè la terra riposava ed era incolta a causa delle condizioni atmosferiche. Dovevano quindi essere placate con l'offerta di doni e di feste in loro onore nonché indotte a ritornare nell'aldilà, dove avrebbero favorito i raccolti della stagione estiva.
Si trattava insomma di una sorta di lunga "sfilata di carnevale" (perché a tale festa sono riconducibili i saturnalia e tutti i riti agrari successivi).
L'equivalente greco del dio romano Saturno era Cronos. Esisteva una variante al mito che vedeva in Saturno il dio di una mitica Età dell' Oro. Scacciato da Giove si diceva avesse spostato il suo regno in un luogo che, Greci prima e Romani poi, chiamavano "Isole beate".
postato da: Neferkr alle ore 15:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:festività

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