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Sotto il manto della Dea

Il mio mondo
Sotto il manto della Dea, come ogni donna è mia sorella e mia figlia e mia madre,
ogni uomo deve essere per me padre e amante e figlio...
Mi racconto
Utente: Neferkr
" Come si può descrivere la preparazione di una Sacerdotessa? Ciò che non è ovvio è segreto. Coloro che hanno percorso la stessa strada lo sanno, e coloro che non l'hanno percorsa non lo sapranno mai."
amo
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mithra

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Archivio
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You are The High Priestess

Science, Wisdom, Knowledge, Education.

The High Priestess is the card of knowledge, instinctual, supernatural, secret knowledge. She holds scrolls of arcane information that she might, or might not reveal to you. The moon crown on her head as well as the crescent by her foot indicates her willingness to illuminate what you otherwise might not see, reveal the secrets you need to know. The High Priestess is also associated with the moon however and can also indicate change or fluxuation, particularily when it comes to your moods.

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I passi del mio tempo
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ricevuto da Ruggero
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venerdì, 03 luglio 2009
















Virgin and Mother She is the rescuer from every danger and peril, the advisor for every tight spot, and the highest wisdom. The people's chiefs and leaders, as well as the whole people itself, are advised by Her; She presides over all local, tribal and national gatherings. She maintains life and health. She is the gracious, gentle nurse who takes the children of mankind to Herself, who makes mothers fertile and children grow and develop, who increases the stock of the people through a strong younger generation. She preserves the divine order in nature, protects the seedlings and fruits from damage, sows and tends the noble and nourishing olive trees; She teaches men how to manufacture the plow, how to yoke oxen, and how to loosen up the hard ground with the rake. From Her mankind receives the materials for all the arts that beautify life, and from Her the metal workers and the armssmiths, the housewives and weavers, receive their skillfulness. She gave mankind the bridle so that he could master the horse for his one use. Shipbuilders work under Her inspiration. She is enthroned protectively on the headlands, stirring up and stilling the storms. To Her the sailor offers thanks as he happily steps to land at his desired goal. She guides the wanderer and the stranger safely over the sea and land, and She accompanies the heroes on their adventures, fills them with courage, and saves them from danger. But She is also righteous, strictly recompensing Providence: seated beside Zeus, She is the only one who knows where the lightning bolts lie hidden, has the full right and power to use them, and also employs the Aegis, the terrible shield of Her father Zeus. With him She has many traits and epithets in common, and She is frequently worshiped jointly with him, especially in the most ancient sites of Her cult. *Karl Kerenyi* */Athene: Virgin and Mother/*







postato da: Neferkr alle ore 11:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:dee , conoscere gli dei
giovedì, 07 maggio 2009
Green Goddess Tara Pictures, Images and Photos





1. Omaggio a Tara, l'eroina, la veloce, i cui occhi splendono di luce folgorante, sorta dallo stame del fiore di loto aperto del Signore dei tre mondi (Avalokiteshvara).



2. Omaggio a Lei il cui viso é simile a cento lune piene d'autunno sovrapposte; a Lei che sfavilla luce come quella di un migliaio di stelle raggruppate.



3. Omaggio a Lei la cui mano é ornata a un loto nato da un'acqua blu dorata; a Lei che porta in sé generosità, diligenza, ascetismo, pace (moralità), pazienza e meditazione.



4. Omaggio a Lei simile all'Ushnisha dei Tathagata, a Lei che agisce perfettamente per debellare la quantità infinita (di demoni, nemici, ecc.); a Lei veramente servita dai figli dei Vincitori che hanno sviluppato ogni perfezione.



5. Omaggio a Lei che colma regioni, direzione e spazio celeste con (il potere e la luce delle) sillabe del Mantra TUTTARE HUM a Lei che col piede sottomette i sette mondi e che é capace di chiamare tutti a sé.



6. Omaggio a Lei, adorata da Indra, dio del fuoco, Brahma, dio del vento e da Visvesvara; a lei lodata dall'assemblea di spiriti maligni, Vetala, Gandharva e Yaksha.



7. Omaggio a Lei che col suono di TRAT e PHAT vince completamente gli artifici altrui; a Lei che con la gamba destra piegata e la sinistra allungata comprime (i sette mondi); a Lei che brucia furiosa tra le fiamme ardenti.



8. Omaggio a Lei, la veloce, la più terribile delle dominatrici che annienta completamente il supremo dei Mara; a Lei il cui viso di loto dalle sopracciglia adirate abbatte tutti i nemici.



9. Omaggio a Lei che con le dita sul cuore forma un Mudra quale ornamento simbolizzante i tre gioielli; a Lei la cui propria luce tremolante é adorna di un disco che irradia in tutte le direzioni.



10. Omaggio a Lei che, lieta, fa risplendere ovunque con grande luccichio il rosario di luce del suo diadema; a Lei che con la schietta risata a squarciagola e il gioioso suono TUTTARE domina i Mara ed il mondo.



11. Omaggio a Lei capace di convocare le schiere di tutti i guardiani del mondo; a Lei che libera completamente chi é nella miseria con la oscura, adirata, vibrante sillaba HUM.



12. Omaggio a Lei il cui capo é ornato da una luna crescente ed altri raggianti ornamenti; a Lei che mostra costanza nella luce radiosa di Amitabha posto sui suoi capelli annodati.



13. Omaggio a Lei che siede nel mezzo di una ghirlanda che divampa come il fuoco alla fine di un eone; a Lei che sottomette completamente l'esercito dei nemici che la circonda e siede gioiosa nel cerchio con la gamba destra allungata e la sinistra piegata.



14. Omaggio a Lei che colpisce la superficie della terra col palmo della sua mano e la calpesta con i suoi piedi; a Lei che con cipiglio oscuro e adirato distrugge i sette mondi con la sillaba HUM.



15. Omaggio a Lei, calma, virtuosa, pacifica, regno di attività del Nirvana tranquillo; a Lei in possesso di SVAHA, di OM e della realtà; a Lei che vince i grandi peccati.



16. Omaggio a Lei che soggioga i corpi del nemici e si rallegra nel cerchio; a Lei, manifestata della HUM dalla formula magica in cui si uniscono dieci sillabe.



17. Omaggio a Lei il cui germe é l'apparizione della sillaba HUM; a Lei che spinge TURE coi piedi e scuote Meru, Mandara, Kailasa e i tre mondi.



18. Omaggio a Lei la cui mano tiene una luna dalla forma di un lago divino munito dal segno del capriolo; Lei che dissipa ogni veleno con TARA pronunciato due volte la sillaba PHAT.



19. Omaggio a Lei servita dal re delle schiere divine come pure dai Deva e dai Kimnara; a Lei che dissipa litigi e brutti sogni con l'armatura della gioiosa e splendida rotazione del nastro circolare.



20. Omaggio a Lei i cui occhi irradiano luce chiara come quella del sole e della luna piena; a Lei che distrugge le temute malattie infettive con HARA e TUTTARE pronunciato due volte.



21. Omaggio a Lei che per governare il regno dei tre (Buddha, Dharma, Sangha), possiede il potere della pace; a Lei, eccellentissima e veloce che sottomette schiere di Gráha, Vetála e Yaksha.



postato da: Neferkr alle ore 22:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia, dee , conoscere gli dei
mercoledì, 08 aprile 2009
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Iside dai numerosi nomi, che le tenebre elevarono come luce per gli uomini.
Io, Iside, mi trovo nei raggi del Sole.



Iscrizione di Cius, Bitinia, C.I.G. 3724.
postato da: Neferkr alle ore 02:37 | Permalink | commenti
categoria:antico egitto, dee , iside, conoscere gli dei
lunedì, 06 aprile 2009
postato da: Neferkr alle ore 01:37 | Permalink | commenti
categoria:suggestioni, invocazioni, dee , conoscere gli dei
sabato, 04 aprile 2009
postato da: Neferkr alle ore 10:54 | Permalink | commenti
categoria:donne, invocazioni, danze sacre, conoscere gli dei
sabato, 04 aprile 2009
sabato, 28 febbraio 2009
Oggi si festeggia la bella dea finlandese della natura, Luonnotar. Un giorno scese dal cielo, incominciò a vagare sul mare, si adagiò sulle onde e si addormentò. Un'aquila enorme apparve nel cielo, discese e raggiunse Luonnotar e fece il suo nido su un ginocchio della dea. Vo depose sei uova d'oro e uno di ferro. La dea si mosse di colpo, le uova rotolarono e si ruppero. Nell'infinito universo accadde allora una cosa meravigliosa. Il guscio delle uova d'oro si ingrandì, si distese, formò la volta del cielo e la superficie ricurva della Terra; i rossi tuorli formarono gli astri: il sole, la luna, le stelle. I piccoli frammenti neri dell'uovo di ferro si convertirono in nubi che corsero rapide sui mari. Luonnotar toccò con le sue agili dita la terra molle e formò le insenature e le baie, calcò con i suoi piedi d'argento il suo d'argilla e formò i monti e le valli. Si adagiò al sole ad asciugare i capelli intrisi di acqua e con le braccia distese formò le vaste pianure. Ma là dove la dea aveva posato il suo capo, i capelli grondanti formarono laghi e fiumi e cascate d'argento.
postato da: Neferkr alle ore 09:28 | Permalink | commenti
categoria:mitologia, dea madre, dee , conoscere gli dei
lunedì, 23 febbraio 2009
Per spiegare l'origine della festa di Maha Shivaratri (la notte in cui il Lingam emerge da Shiva) negli Shastra vengono raccontate molte storie. Una di queste racconta che un uomo di un villaggio, che era un grande devoto di Shiva, un giorno si recò come di consueto nella foresta a raccogliere legna. Quando scesero le ombre della notte e l'oscurità pian piano avvolse la foresta, egli non riusciva più a ritrovare la via del ritorno. Spaventato dal terribile ruggito delle tigri che si aggiravano nel buio, si rifugiò tra i rami di un albero di Bilva. Passavano le ore, ma il povero uomo non trovava il coraggio di lasciare il suo rifugio. Per restare sveglio, iniziò a lasciar cadere a terra le foglie che staccava dai rami, recitando il nome di Shiva e così intento trascorse tutta la notte. Quando le prime luci dell'alba rischiararono la foresta, l'uomo vide che dove aveva lasciato cadere le foglie, era spuntato uno Shiva linga: la sua profonda devozione lo aveva protetto dai pericoli e aveva prodotto la straordinaria apparizione.

Un altro risvolto è che questo è il giorno in cui Shiva, in Estasi, eseguì la Danza Cosmica (Tandava) con tutti gli Dei ed i Saggi che prendevano parte all'Evento Cosmico. Quando Shiva consumò il veleno (Halahala) emerso dall'oceano di latte, in risposta alle preghiere dei Mondi che esso minacciava di distruggere, il calore delle esalazioni era quasi intollerabile anche per Lui. Quindi, si racconta, il Gange fu versato ininterrottamente sui suoi riccioli arruffati. Questo è il motivo dell'Ab-hisheca [la cerimonia in cui si versa acqua benedetta, olio, latte, etc. sull'idolo], che viene offerta in tutti i templi di Shiva per ore ed ore, ed in altri luoghi ininterrottamente. Shiva ne trasse solo un sollievo parziale. Allora Gli venne appoggiata sulla testa la fresca Luna e questo Gli apportò un po' di ristoro. Infine Gli fu messo il Gange sui capelli, cosa questa che Gli fu di grande aiuto. Dopo di ciò, Shiva eseguì la danza Tandava con tutti gli Dei.
Questa è la storia, ma tutto ciò non accadde in un giorno particolare e quindi non si può dire che Shivaratri commemori quel giorno. Alcuni asseriscono che Shiva sia nato in quel giorno, come se Egli avesse nascita e morte come un qualsiasi mortale! La storia che narra del cacciatore che salì su di un albero di bilva per cercare degli animali da uccidere e, senza alcuna intenzione di adorare nessuno, inconsapevolmente fece cadere le foglie di quell' albero, che per caso erano di bilva, su di un Lingam che si trovava lì sotto, ottenendo la salvezza, spiega solo l'importanza di questo giorno, non la sua origine!

Inoltre, non c'è solo Mahashivaratri. Ogni mese abbiamo una notte di Shiva (Shivaratri) , dedicata all'adorazione di Shiva. Di nuovo: qual è il significato della notte (Rathri)?


La Grande Affinità tra la Mente e la Luna

Bene, la notte è dominata dalla Luna, che ha sedici frazioni (Kala) e, quando è in fase calante,ogni giorno che passa essa si riduce di una frazione fino a scomparire nella notte di Luna Nuova. Dopo, ogni giorno aumenta di una frazione finché diventa completa nella notte di Luna Piena. La Luna è la Divinità che presiede alla mente: 'La Luna nacque dalla mente della Divinità (Purusha)' [Chandrama manaso jathah]. Tra la mente (manas) e la Luna c'è un'affinità molto stretta, entrambe sono soggette a calare e a crescere; il decrescere della Luna è il simbolo del decrescere della mente.

Il momento di Luna Nuova può essere quindi associato con quello stato della mente in cui le fluttuazioni e i suoi capricci sono molto ridotte, potendo essere facilmente sospese e controllate con la disciplina spirituale. Tutte le pratiche spirituali (Sadhana) sono volte a questo fine. La mente (Manohara) deve essere uccisa in modo che l'illusione (Maya) venga fatta a pezzi e la Realtà svelata. Ogni giorno, durante la metà oscura del mese, la Luna, e simbolicamente la sua controparte nell'uomo, la mente o Manas, decresce e si riduce di una frazione; il suo potere decresce ed infine al quattordicesimo giorno (Chathurdashi) ne rimane solo una minuscola frazione, tutto qui. Se quel giorno l'aspirante spirituale (Sadhaka) fa un piccolo sforzo in più, anche quel frammento può venir eliminato e la padronanza della mente (Manonigraha) può essere conquistata.

La quattordicesima notte (Chathurdashi) della metà oscura è quindi chiamata Shivarathri in quanto la notte andrebbe trascorsa nella ripetizione del Nome (japa) e nella meditazione (Dhyana) su Shiva, senza nessun altro pensiero per il cibo o il riposo. Così facendo il successo è assicurato. E, una volta all'anno, nella notte di Mahashivarathtri, si raccomanda uno slancio di attività spirituale, affinché ciò che è cadavere (shavam) possa
diventare Dio (Shivam) tramite la rimozione di questa scoria chiamata mente (manas).

A Shivarathri la mente deve ridursi a niente (laya). Lingam significa ciò in cui questo Universo fisico (Jagath) ottiene il nulla (laya ), ciò verso cui esso si dirige (gamyathe). Esaminate il Lingam: le tre qualità primordiali (Guna) sono rappresentate dal sostegno a tre strati ed il Lingam che vi sta sopra simboleggia la meta della vita. Lingam significa 'simbolo', il simbolo della Creazione, il risultato dell'attività delle tre qualità (guna) della Realtà Suprema (Brahman) che lo permea e gli dà significato e valore.
Quando adorate il Lingam, dovete farlo avendo fede in questo significato simbolico.

dal Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prasanthi Nilayam il 7 febbraio 1959, in occasione della celebrazione di Mahashivaratri










postato da: Neferkr alle ore 18:18 | Permalink | commenti
categoria:suggestioni, festività, conoscere gli dei
sabato, 17 gennaio 2009
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Si anima il cielo delle tue perle
man mano che ti svegli, Signora,
man mano che ardi e accendi
le forze dei tuoi amanti, Ishtar dagli occhi colmi,
chi nega l'amore, non troverà gioiosa
nè implacabile, la Giusta, la Generosa
amante, nè facile la morte, o vita

Di ogni uomo, spendi
l'aurea energia, tieni un frammento in custodia
di un libro immenso. "Vengono a me, in me, la Generosa
dimorano, caparbi, fra i miei fianchi."

Nella docile versione della donna
apprende la bellezza facile
nulla di mostruoso, nè feroce
non fosse per la maschera bestiale
che porta con maestà divina.

Dietro la maschera risplende
la nera Aurea di Akkade
legno di cedro odoroso
rivestito di bronzo

Ishtar, la Potente
la Molteplice
la Complessa
l'Amante
la Generosa
la Vergine
la Guerriera

e saggia, saggia alle sette porte
sempre più nuda, di gioielli, di vesti
man mano che discende.

(Gabriella Galzio)

"Ishtar dagli occhi colmi" è anche il titolo della raccolta da cui provengono i versi.
E' un testo pubblicato da una piccola casa editrice, la Moretti e Vitali, e per questo ancora più prezioso.


postato da: Neferkr alle ore 13:57 | Permalink | commenti
categoria:recensioni, poesia, invocazioni, dee , conoscere gli dei
venerdì, 05 dicembre 2008
L'Uomo è costituito da nove corpi chiamati "Stati di Coscienza", che compongono l'intera Individualità; purtroppo, al giorno d'oggi soltanto i primi corpi più vicini alla costituzione fisica sono "attivi", mentre gli altri sono ancora in stato di latenza permanente. La via palingenetica degli alchimisti è quella che ci permette di risvegliare anche gli altri "corpi sottili", per giungere così "alla Casa del Padre" e armonizzare tutto l'Essere. Tali Corpi che chiameremo involucri, sono visualizzabili come gli strati di una cipolla: partendo dal nucleo che viene rappresentato dal corpo fisico, si passa ai successivi livelli energetici (sempre più sottili a mano a mano che ci si allontana) che emettono una aurea propria sempre più potente e con colorazioni differenti. Tali "involucri" si suddividono in:

CORPO

XAT Corpo fisico

KA Corpo Energetico

BA Anima sensitiva



ANIMA

IB Anima sensitiva superiore

KAIBIT Ombra

KU Anima superiore. Intelligenza



SPIRITO

SEKEM Intelligenza superiore

REN Il Nome (Totem), l'Individualità, l'IO

SAH L'involucro spirituale che circonda la Scintilla divina

Il mondo minerale possiede un'anima costitutiva,
il vegetale possiede l'anima costitutiva e vegetativa,
quello animale l'anima costitutiva, vegetativa e sensitiva,
l'Uomo l'anima intellettuale, e comprende in sé tutte le precedenti.

È per questo che è estremamente sbagliato affermare senza alcun rispetto, che gli animali non possiedono un'Anima; al contrario sono dotati anche di una Intelligenza propria e di una Coscienza che gli permette di "Comunicare" con l'Uomo.

Ogni Essere vivente è il risultato di questa componente: Spirito - Anima e Corpo rappresentano la Funzionalità Vivente, il Tre.

Si osservi la Natura, con il fenomeno temporalesco: l'elettricità (il fulmine) entra in contatto col campo magnetico (la luce), dando luogo alla vibrazione (il tuono).

Tutto è parte integrante dell'Uno e in esso si forma continuamente: avendo due principi eterni, si ha come risultante una terza misura, che ci fornisce il numero d'Oro ossia la Sezione Aurea.

Tale numero si applica ovunque, sia in campo energetico, fisico che mentale.


Vi è una perfetta corrispondenza fra Microcosmo (l'Uomo) e Macrocosmo (l'Universo), e le regole della Trinità si manifestano con le stesse leggi, ma su piani differenti.

Abbiamo, infatti, in Cielo le Stelle Fisse (le singole Stelle) e le Stelle Mobili (Pianeti):
le Stelle Fisse sono rispettivamente il Khu, il Sekem e il Sah di certi archetipi o principi eterni che sussistono da sempre, e si manifestano in tutta la loro essenza: OIW che discende nei vari livelli del Cosmo Vivente.

Le Stelle Mobili sono il Ba e il Ka di queste stelle.

Ad esempio: Sirio è il Sekem dell'archetipo venusiano per eccellenza, principio spirituale eterno, mentre Venere (il pianeta) è il Ka di Sirio, ossia la sua manifestazione Fisica.

Tutto è in stretto rapporto armonico con le leggi universali: le singole stelle rappresentano il principio sottile del cosmo, che esprimono la parte Superiore dell'Uno, quindi lo Spirito.

I Pianeti si comportano di conseguenza, per cui essendo su di un piano più concreto, rappresentano necessariamente l'Anima di queste Stelle.

L'Uomo è il compendio di tutte queste forze ed è un Universo nell'Universo.

Se osserviamo, la Vita segue questo processo ternario, in base al quale si hanno due principi: una Positività e una Negatività che danno origine al Neutro; quest'ultimo è una concretizzazione dei due precedenti, ed è un "versare in terra" che influenza tutto l'agire.

Esiste in altri termini, un principio esterno che si manifesta col corpo concreto.

Del resto lo si vede nello schema della formazione dell'Essere Umano, del regno animale, vegetale e minerale, nonché nelle Idee che si formano nella mente.

Anche il tempo, che è curvo, inizia il movimento con una traiettoria e per effetto dell'attrazione si curva su se stesso, formando una spirale che da origine a delle pulsazioni.

Il vortice psichico della mente, quello fisico, dinamico (energia), il Fisso, hanno la capacità di memorizzare le impressioni e fissarle in un dato campo e momento della vita.


Nello schema della Trinità si applicano le tre vie palingenetiche dell'Uomo, identificate nelle tre tappe alchemiche: l'Opera al Nero, al Bianco e al Rosso.

L'Opera al Nero si attua partendo dal basso, col distacco dalle cose terrene che porta alla morte filosofale.

Tale "morte" conduce l'Individuo a cercare se stesso, e cominciare un nuovo stile di vita, un nuovo comportamento, seguendo le regole eterne di OIW.

Il percorso ha inizio con la Fiamma che divampa nelle profondità dell'animo e con la Stella interiore che attende di essere nuovamente destata.

Come si vede, non si può spiegare la funzionalità di un simbolo senza tener conto di tutto il Cosmo conosciuto e non: siamo parte dell'Uno, da lì veniamo e all'Uno torneremo per ricominciare un nuovo cammino.

Tutto è ciclico, tutto si ripete, in eterno rispetto della Trinità.
La religione egiziana, in quanto scienza della trasformazione spirituale, descriveva lo sviluppo e le interazioni di una decina di diversi elementi e corpi spirituali, che costituivano l'uomo interiore. Per gli Egiziani questi elementi erano ben distinti, come lo sono gli elementi chimici per la moderna scienza materiale.
"Ba" e' di solito tradotto con "anima"…. "Ba" e' il principio animatore, la scintilla vitale o divina che vivifica tutte le creature coscienti. Quando il "ba" si diparte dal corpo, il corpo muore; il "ba " e' immortale ed e' individuale solo nel senso che anima un determinato corpo durante il corso della sua esistenza. Il "ba" e' rappresentato come un uccello con testa umana, un interessante capovolgimento della pratica usuale secondo la quale alcuni neteru sono rappresentati con corpo umano e testa animale. Il geroglifico per la parola "ba" e' una specie di airone o di cicogna. A volte e' mostrato anche come un falco. Poiché la caratteristica più saliente della cicogna e' il suo istinto migratorio e la sua capacita' di ritrovare la casa, la scelta di questo uccello per rappresentare il "ba" suggerisce fortemente il concetto di reincarnazione, sebbene l'Egittologia ufficiale ne dia un'interpretazione diversa.
"Ka" e' solitamente reso con "doppio", che non significa nulla per nessuno, ma nessun altro singolo vocabolo coglie meglio questo complesso concetto. Il "ka" e' il potere che fissa e rende individuale lo spirito animatore rappresentato dal "ba". Il "ka" e' il complesso di poteri attrattivi e magnetici il cui risultato e' ciò che oggi chiameremmo "personalita'": il permeante senso dell'"Io" che risiede nel corpo, ma non e' il corpo (l'"Io" può essere presente anche quando il senso del corpo e' completamente perduto, come nella paralisi totale o in certi tipi di anestesia). Il "ka" e' complesso. C'è il "ka" animale legato ai desideri del corpo; quello divino che risponde al richiamo dello spirito; e il "ka" intermedio che fornisce lo stimolo a coloro che sono sulla strada per raggiungere gradualmente il controllo sul "ka" animale e porlo al servizio del "ka" divino. Il "ka" non muore col corpo mortale, benché possa scindersi nei suoi numerosi componenti. Se la visione simbolistica della reincarnazione fosse corretta, allora potrebbe essere il "ka" che si reincarna, un centro magnetico o una sede di qualita' che sopravvive alla morte fisica, e che richiede un altro veicolo fisico per continuare l'opera di autoperfezionamento.
Il segno geroglifico che indica il "ka" e' un paio di braccia innalzate verso il cielo, enfatizzando la sua funzione di potere attrattivo e magnetico. L'uomo diventato perfetto, per conquistare l'immortalita', doveva unire il suo "ka" al suo "ba", cioè la sua essenza individuale alla scintilla divina che portava in se'.
Oltre al "ba" e al "ka" che sono frequentemente raffigurati, l'essere umano conteneva una quantita' di altre entita' o poteri.
Il corpo era "khat", un termine che indica il "corruttibile".
"Khabit" e' l'ombra, o il riflesso, cio' che intercetta la luce. Questo sembra essere stato un’entita' che serviva ad unire i "ka" inferiori con tutti i loro appetiti e desideri carnali. Il "khabit" sembra corrispondere alla nostra nozione di spettro.
"Khu" era un'importante componente spirituale superiore all'uomo: una forma splendente che risiede nel corpo individuale. Anche i "khu" erano esseri celesti che vivevano con gli Dei, e possono corrispondere al concetto cristiano di angeli; il "khu" individuale potrebbe corrispondere allo spirito intelligente che dirige il cuore.
Il cuore, "ib", corrispondeva alla coscienza.
"Sekhem" era la personificazione del potere personale o della padronanza interiore: tutto cio' che un uomo riusciva a fare di se stesso era "sekhem".
"Ren" era il nome. Tutte le culture ed antiche attribuivano grande importanza al nome, che simboleggiava l'individualita': tutto cio' che distingue un individuo da un altro. Il nome era impregnato di qualita' e poteri magici; distruggere il nome di qualcuno equivaleva a privarlo di tutta l'individualita' e di tutto il potere.


p.s.
questo articolo non é mio e non ricordo dove l'ho trovato
Se l'autore mi contatterà, sarò lieta di attribuirglielo

postato da: Neferkr alle ore 21:02 | Permalink | commenti
categoria:esoterismo, antico egitto, conoscere gli dei

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