Il mio mondo
Sotto il manto della Dea, come ogni donna è mia sorella e mia figlia e mia madre, ogni uomo deve essere per me padre e amante e figlio...
Mi racconto
 " Come si può descrivere la preparazione di una Sacerdotessa?
Ciò che non è ovvio è segreto. Coloro che hanno percorso la stessa strada lo sanno, e coloro che non l'hanno percorsa non lo sapranno mai."
amo
Archivio
.....
.....

You are The High Priestess
Science, Wisdom, Knowledge, Education.
The High Priestess is the card of knowledge, instinctual, supernatural, secret knowledge. She holds scrolls of arcane information that she might, or might not reveal to you. The moon crown on her head as well as the crescent by her foot indicates her willingness to illuminate what you otherwise might not see, reveal the secrets you need to know. The High Priestess is also associated with the moon however and can also indicate change or fluxuation, particularily when it comes to your moods.
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mercoledì, 08 aprile 2009
Iside dai numerosi nomi, che le tenebre elevarono come luce per gli uomini. Io, Iside, mi trovo nei raggi del Sole.
Iscrizione di Cius, Bitinia, C.I.G. 3724.
giovedì, 02 aprile 2009
Io sono la Donna ...
Maati è nel mio corpo:
smeraldi e cristalli per i suoi mesi.
Io sono la Donna...
io rovescio i mostri distruttori.
Coloro che sono nelle tenebre
mi adorano e sorgono in me,
coprendo il loro volto: guardatemi!
Non vi ho forse fatto intendere cosa vi è là?
Io sono il puro fiore di Loto,
che proviene dallo splendore
che sorveglia le nari di Ra,
che sorveglia le nari di Hathor
e compio il mio viaggio
e lo proseguo in cerca di Horo.
Io sono il puro fiore di Loto,
spuntato dal Campo di Ra.
giovedì, 11 dicembre 2008
La classica croce ansata della vita, quasi sempre rappresentata fra le mani delle divinità. Il simbolo dell'Ankh è piuttosto complesso e racchiude in sé quasi una filosofia. I bracci che si incrociano in un centro rappresentano la materia, ovvero le quattro direzioni che si concentrano in un punto che è in realtà l'uomo. Non a caso la croce è un simbolo universale che si ritrova in quasi tutte le religioni. Il cerchio superiore è il ciclo naturale della vita che parte in un punto e vi ritorna indefinitamente. La croce Ankh è dunque il ciclo della vita nella materia ma anche ad un livello superiore, di cui anzi, se correttamente utilizzata, costituisce la chiave di accesso.
There are two ancient Egyptian references to the ankh representation, and both agree. The round oval or loop represented the Sun rising above, but not yet above the horizon; in the desert that makes the Sun elongate next to the horizon, making a loop like affair. The crossbar represents the horizon. The vertical section below the crossbar is the "Path of the Sun", which would be the light casting a path across the Nile. Hence, the Ankh represents Life because it represents the Path across the Nile (life blood of Egypt, but oddly enough the Nile is either male or hermaphrodite) past the horizon to the Sun (which, depending on the traditions of Egypt can be either male or female, but usually male). The most ancient ankhs cross bar was actually the symbol of the two mountains of sunrise and sunset (life and death, east and west), and also consisted of papyrus (or some other plant tied together). Taken as the two mountains, then the ankh represents the path of birth, life, and death. It never had male or female attributes, but as the path of birth, life and death, represents both.
venerdì, 05 dicembre 2008
L'Uomo è costituito da nove corpi chiamati "Stati di Coscienza", che compongono l'intera Individualità; purtroppo, al giorno d'oggi soltanto i primi corpi più vicini alla costituzione fisica sono "attivi", mentre gli altri sono ancora in stato di latenza permanente. La via palingenetica degli alchimisti è quella che ci permette di risvegliare anche gli altri "corpi sottili", per giungere così "alla Casa del Padre" e armonizzare tutto l'Essere. Tali Corpi che chiameremo involucri, sono visualizzabili come gli strati di una cipolla: partendo dal nucleo che viene rappresentato dal corpo fisico, si passa ai successivi livelli energetici (sempre più sottili a mano a mano che ci si allontana) che emettono una aurea propria sempre più potente e con colorazioni differenti. Tali "involucri" si suddividono in: CORPO XAT Corpo fisico KA Corpo Energetico BA Anima sensitiva ANIMA IB Anima sensitiva superiore KAIBIT Ombra KU Anima superiore. Intelligenza SPIRITO SEKEM Intelligenza superiore REN Il Nome (Totem), l'Individualità, l'IO SAH L'involucro spirituale che circonda la Scintilla divina Il mondo minerale possiede un'anima costitutiva, il vegetale possiede l'anima costitutiva e vegetativa, quello animale l'anima costitutiva, vegetativa e sensitiva, l'Uomo l'anima intellettuale, e comprende in sé tutte le precedenti. È per questo che è estremamente sbagliato affermare senza alcun rispetto, che gli animali non possiedono un'Anima; al contrario sono dotati anche di una Intelligenza propria e di una Coscienza che gli permette di "Comunicare" con l'Uomo. Ogni Essere vivente è il risultato di questa componente: Spirito - Anima e Corpo rappresentano la Funzionalità Vivente, il Tre. Si osservi la Natura, con il fenomeno temporalesco: l'elettricità (il fulmine) entra in contatto col campo magnetico (la luce), dando luogo alla vibrazione (il tuono). Tutto è parte integrante dell'Uno e in esso si forma continuamente: avendo due principi eterni, si ha come risultante una terza misura, che ci fornisce il numero d'Oro ossia la Sezione Aurea. Tale numero si applica ovunque, sia in campo energetico, fisico che mentale. Vi è una perfetta corrispondenza fra Microcosmo (l'Uomo) e Macrocosmo (l'Universo), e le regole della Trinità si manifestano con le stesse leggi, ma su piani differenti. Abbiamo, infatti, in Cielo le Stelle Fisse (le singole Stelle) e le Stelle Mobili (Pianeti): le Stelle Fisse sono rispettivamente il Khu, il Sekem e il Sah di certi archetipi o principi eterni che sussistono da sempre, e si manifestano in tutta la loro essenza: OIW che discende nei vari livelli del Cosmo Vivente. Le Stelle Mobili sono il Ba e il Ka di queste stelle. Ad esempio: Sirio è il Sekem dell'archetipo venusiano per eccellenza, principio spirituale eterno, mentre Venere (il pianeta) è il Ka di Sirio, ossia la sua manifestazione Fisica. Tutto è in stretto rapporto armonico con le leggi universali: le singole stelle rappresentano il principio sottile del cosmo, che esprimono la parte Superiore dell'Uno, quindi lo Spirito. I Pianeti si comportano di conseguenza, per cui essendo su di un piano più concreto, rappresentano necessariamente l'Anima di queste Stelle. L'Uomo è il compendio di tutte queste forze ed è un Universo nell'Universo. Se osserviamo, la Vita segue questo processo ternario, in base al quale si hanno due principi: una Positività e una Negatività che danno origine al Neutro; quest'ultimo è una concretizzazione dei due precedenti, ed è un "versare in terra" che influenza tutto l'agire. Esiste in altri termini, un principio esterno che si manifesta col corpo concreto. Del resto lo si vede nello schema della formazione dell'Essere Umano, del regno animale, vegetale e minerale, nonché nelle Idee che si formano nella mente. Anche il tempo, che è curvo, inizia il movimento con una traiettoria e per effetto dell'attrazione si curva su se stesso, formando una spirale che da origine a delle pulsazioni. Il vortice psichico della mente, quello fisico, dinamico (energia), il Fisso, hanno la capacità di memorizzare le impressioni e fissarle in un dato campo e momento della vita. Nello schema della Trinità si applicano le tre vie palingenetiche dell'Uomo, identificate nelle tre tappe alchemiche: l'Opera al Nero, al Bianco e al Rosso. L'Opera al Nero si attua partendo dal basso, col distacco dalle cose terrene che porta alla morte filosofale. Tale "morte" conduce l'Individuo a cercare se stesso, e cominciare un nuovo stile di vita, un nuovo comportamento, seguendo le regole eterne di OIW. Il percorso ha inizio con la Fiamma che divampa nelle profondità dell'animo e con la Stella interiore che attende di essere nuovamente destata. Come si vede, non si può spiegare la funzionalità di un simbolo senza tener conto di tutto il Cosmo conosciuto e non: siamo parte dell'Uno, da lì veniamo e all'Uno torneremo per ricominciare un nuovo cammino. Tutto è ciclico, tutto si ripete, in eterno rispetto della Trinità. La religione egiziana, in quanto scienza della trasformazione spirituale, descriveva lo sviluppo e le interazioni di una decina di diversi elementi e corpi spirituali, che costituivano l'uomo interiore. Per gli Egiziani questi elementi erano ben distinti, come lo sono gli elementi chimici per la moderna scienza materiale. "Ba" e' di solito tradotto con "anima"…. "Ba" e' il principio animatore, la scintilla vitale o divina che vivifica tutte le creature coscienti. Quando il "ba" si diparte dal corpo, il corpo muore; il "ba " e' immortale ed e' individuale solo nel senso che anima un determinato corpo durante il corso della sua esistenza. Il "ba" e' rappresentato come un uccello con testa umana, un interessante capovolgimento della pratica usuale secondo la quale alcuni neteru sono rappresentati con corpo umano e testa animale. Il geroglifico per la parola "ba" e' una specie di airone o di cicogna. A volte e' mostrato anche come un falco. Poiché la caratteristica più saliente della cicogna e' il suo istinto migratorio e la sua capacita' di ritrovare la casa, la scelta di questo uccello per rappresentare il "ba" suggerisce fortemente il concetto di reincarnazione, sebbene l'Egittologia ufficiale ne dia un'interpretazione diversa. "Ka" e' solitamente reso con "doppio", che non significa nulla per nessuno, ma nessun altro singolo vocabolo coglie meglio questo complesso concetto. Il "ka" e' il potere che fissa e rende individuale lo spirito animatore rappresentato dal "ba". Il "ka" e' il complesso di poteri attrattivi e magnetici il cui risultato e' ciò che oggi chiameremmo "personalita'": il permeante senso dell'"Io" che risiede nel corpo, ma non e' il corpo (l'"Io" può essere presente anche quando il senso del corpo e' completamente perduto, come nella paralisi totale o in certi tipi di anestesia). Il "ka" e' complesso. C'è il "ka" animale legato ai desideri del corpo; quello divino che risponde al richiamo dello spirito; e il "ka" intermedio che fornisce lo stimolo a coloro che sono sulla strada per raggiungere gradualmente il controllo sul "ka" animale e porlo al servizio del "ka" divino. Il "ka" non muore col corpo mortale, benché possa scindersi nei suoi numerosi componenti. Se la visione simbolistica della reincarnazione fosse corretta, allora potrebbe essere il "ka" che si reincarna, un centro magnetico o una sede di qualita' che sopravvive alla morte fisica, e che richiede un altro veicolo fisico per continuare l'opera di autoperfezionamento. Il segno geroglifico che indica il "ka" e' un paio di braccia innalzate verso il cielo, enfatizzando la sua funzione di potere attrattivo e magnetico. L'uomo diventato perfetto, per conquistare l'immortalita', doveva unire il suo "ka" al suo "ba", cioè la sua essenza individuale alla scintilla divina che portava in se'. Oltre al "ba" e al "ka" che sono frequentemente raffigurati, l'essere umano conteneva una quantita' di altre entita' o poteri. Il corpo era "khat", un termine che indica il "corruttibile". "Khabit" e' l'ombra, o il riflesso, cio' che intercetta la luce. Questo sembra essere stato un’entita' che serviva ad unire i "ka" inferiori con tutti i loro appetiti e desideri carnali. Il "khabit" sembra corrispondere alla nostra nozione di spettro. "Khu" era un'importante componente spirituale superiore all'uomo: una forma splendente che risiede nel corpo individuale. Anche i "khu" erano esseri celesti che vivevano con gli Dei, e possono corrispondere al concetto cristiano di angeli; il "khu" individuale potrebbe corrispondere allo spirito intelligente che dirige il cuore. Il cuore, "ib", corrispondeva alla coscienza. "Sekhem" era la personificazione del potere personale o della padronanza interiore: tutto cio' che un uomo riusciva a fare di se stesso era "sekhem". "Ren" era il nome. Tutte le culture ed antiche attribuivano grande importanza al nome, che simboleggiava l'individualita': tutto cio' che distingue un individuo da un altro. Il nome era impregnato di qualita' e poteri magici; distruggere il nome di qualcuno equivaleva a privarlo di tutta l'individualita' e di tutto il potere.
p.s. questo articolo non é mio e non ricordo dove l'ho trovato Se l'autore mi contatterà, sarò lieta di attribuirglielo
venerdì, 24 ottobre 2008
Seduta sulle ginocchia del Dio Amon, gli occhi negli occhi, la Divina Adoratrice, il giovane, splendido corpo, avvolto da veli leggeri, gli cinge il collo con un abbraccio appassionato, preliminare di un amplesso a venire. Il Dio in persona incorona la sacerdotessa, le impone le mani trasmettendole la sua potenza, la guarda fisso negli occhi e si unisce a lei in un amplesso cosmico. Colei che si unisce al Dio è anche detta la mano del Dio in ricordo dell'atto masturbatorio compiuto con la propria mano dal Creatore quando originò il tutto. Da questo possiamo ipotizzare del perché non avvenissero, al contrario della religione Sumera-Babilonese, unioni sessuali tra i sacerdoti e le sacerdotesse. Ma attraverso la masturbazione compiuta sacralmente, ci si univa al Dio e nell'attimo dell'orgasmo, s'invoca il suo nome, assimilando l'energia che si creava in quel collegamento tra la sacerdotessa e il suo dio. L'esclusione dell'uomo dal rito era possibile in quanto, ricordiamo, la donna per gli egiziani, possedendo in sé due principi, maschile e femminile, ricostituiva in sé la coppia divina senza per questo ricorrere all'amplesso carnale con un uomo. (Di ciò abbiamo parlato già in occasione della trattazione dell'ascesi solitaria nel Tantrismo mistico e ritorneremo ancora in occasione della trattazione del Taoismo, e cioè di come sia possibile ricostruire da soli, nella propria interiorità, la "coppia divina", nel caso si voglia compiere una via di solitaria ascesi).
Ma ritorniamo alla Divina Adoratrice, che si identificava con la "mano del Dio" con la quale si era masturbato traendo da sé stesso la sostanza per la creazione del mondo senza perciò operare scissioni tra spirito e materia.
Ma come si svolgevano questi riti di generazione dell'energia del Faraone, quali erano le modalità, quali segreti si nascondevano nella celebrazione di tali "misteri", chi partecipava e cosa avveniva? Cercheremo di scoprirlo anche grazie a testimonianze di tutto rispetto del cronista del passato Erodoto che però, al contrario dei suoi moderni colleghi, mostrava eccessivo rispetto e pruriginosa riservatezza per le usanze di quel popolo e riluttanza nel descrivere e riportarne in pieno le usanze e i costumi. Cercheremo perciò di leggere tra le righe e con la fantasia ricamare laddove lui si è fermato per pudore e rispetto.
Una delle cerimonie più importanti era la Festa di Sed durante la quale si rigeneravano le energie del Faraone (che si esauriva dopo un certo tempo), festa dai chiari riferimenti sessuali sacrali. La festa si celebrava all'esclusiva presenza del Faraone all'interno del grande cortile del tempio protetto da grandi muraglie bianche, protezione per gli sguardi e le energie profane.
Il Faraone veniva posto al centro e le Sacerdotesse, munite di arco e frecce scagliavano dardi su bersagli disposti su ciascun punto cardinale, dopo di che collegavano fra loro i quattro punti con corde di seta colorate, e muovendosi in senso antiorario, circoscrivevano un cerchio, creando così un vero e proprio campo operativo magico, con le quattro forze poste sui punti cardinali a formare la croce magica, il quaternario, e il cerchio.
Le frecce scagliate, attiravano il campo operativo nel quale le sacerdotesse, maestre di magia, evocavano le forze che convogliavano al centro sul Faraone, rinvigorendo le sue energie che sarebbero bastate fino al prossimo rito.
Come ben si vede, sono donne, maghe celebranti, preposte a quest'importante compito, non uomini, pertanto è evidente l'importanza che queste rivestivano nella società egiziana e l'alto compito a loro sole assegnato.
La situazione si capovolgerà con le religioni monoteistiche, dalla cattolica all'ebraica, alla musulmana e sarà l'uomo, "l'Adamo" che darà origine, da una sua costola, alla donna. Una favola confezionata ad arte da un potere maschilista che nei millenni ha teso sempre più a svilire e demonizzare la donna e il sesso, che a questa strettamente connaturarono, sia nell'aspetto più rispettato e tenuto in considerazione della procreazione, che di quello demonizzato di lascivo e peccaminoso piacere da rifuggire e condannare tra le fiamme dell'inferno.
giovedì, 23 ottobre 2008
"Io sono Nut l'elevata, la grande all'orizzonte. Sotto i miei alberi ti ristorerai, vivrai dei miei pani, ti disseterai con la mia birra. Ti nutrirò con il mio latte, perché tu riviva. Ristorerò il tuo cuore per un tempo infinito".
(Testo di Kenamon, regno di Amenhotep II).
domenica, 19 ottobre 2008
Preesistente alla creazione sotto forma di intelletto divino (Sia) tramite la parola creatrice (Hu) di Thoth, Heka è anche una divinità astratta (come Maat) che nella triade di Letopoli è figlio del demiurgo Khnum e della dea leonessa Menhit.
Heka però è anche magia, che si qualifica come la più alta espressione religiosa.....magia solare, nè nera nè bianca, apportatrice di vita e prosperità.
Ad Heka era attribuita la seguente frase:
"Tutte le cose erano mie, prima che veniste voi, o dei,
voi giungeste solo dopo perchè io sono Heka"
Heka quindi si qualifica come un principio creativo dinamico di Vita e Luce, nel Libro dei Morti si dice che la magia riscalda Dio e viene dalla Madre; la sacerdotessa-maga per eccellenza è Iside.
Divinità solare, Heka, tramite hekau, gli incantesimi, protegge il defunto nel viaggio nell'oltretomba, e il Libro del Duat o Libro degli Inferi descrive gli hekau come parole di potere....il morto infatti detiene con sè il Libro degli Inferi, che, con scongiuri e formule magiche, lo aiuterà nel mondo ultraterreno.
Heka era fondamentale anche nel percorso di morte-rinascita che l'iniziato intraprendeva nei misteri osiriaci ed eliopolitani, perchè solo chi diventava Heka poteva rinascere Nuovo. Nell'inno cannibale il re-mago si ciba di Heka per primeggiare sugli altri Dei....

domenica, 28 settembre 2008
UNICA AMANTE CHE NON HA SECONDA, BELLA PIU' DI OGNI ALTRA DONNA.
LUMINOSA E PERFETTA COME LA STELLA SORGENTE ALL'INIZIO DELL'ANNO.
DI COLORITO SPLENDENTE SEDUCE CON LO SGUARDO E INCANTA CON LE LABBRA.
IL SUO COLLO E' LUNGO, MERAVIGLIOSO IL SENO.
I CAPELLI VERI LAPISLAZULI.
PIU' CHE ORO SPLENDONO LE BRACCIA,
LE DITA RICORDANO I FIORI DI LOTO.
PERFETTAMENTE MODELLATA AI FIANCHI
LE GAMBE SUPERANO OGN'ALTRA SUA BELLEZZA.
NOBILE E' IL SUO INCEDERE.
FARA' SCHIAVO IL MIO CUORE PER UN SUO ABBRACCIO.
OGNI COLLO SI GIRA QUANDO PASSA, PER AMMIRARLA.
FELICE CHI POTRA' ABBRACCIARLA TUTTA!
SARA' CONSIDERATO PRIMO TRA I GIOVANI AMANTI.
OGNI SGUARDO LA SEGUE MENTRE LEI SI ALLONTANA.
TALE E' QUESTA UNICA DEA.
Così cantava l'ignoto poeta della donna bersaglio del suo amore e del suo desiderio, la chiama dea: e ogni donna, regina o popolana era dea per l'antico egiziano.
domenica, 28 settembre 2008
Misteri Isiaci
Quasi nulla è trapelato nel tempo sui riti dei misteri egizi di Iside. Si sa soltanto che ogni neofita veniva così ammonito:
"Ogni morto che procederà solo e sicuro in questo luogo tenebroso, sarà purificato dal Fuoco, dall'Acqua e dall'aria, e sarà iniziato ai misteri di Iside".
Munito di una lampada. Il neofita doveva poi attraversare strisciando un corridoio stretto e tortuoso, al cui termine trovava un pozzo nel quale doveva discendere, attraverso una scala di ferro ed una intagliata nella roccia. Giunto in un'ampia sala doveva prestare il seguente giuramento:
"Giuro di non rivelare mai ad alcun profano ciò che vedrò nei Templi sotterranei, e se dovessi essere spergiuro invoco sulla mia testa la vendetta degli dei del cielo, della terra e degli inferi, e la morte più terribile".

mercoledì, 20 agosto 2008
Iside dai numerosi nomi, che le tenebre elevarono come luce per gli uomini. Io, Iside, mi trovo nei raggi del Sole. (Iscrizione di Cius, Bitinia, C.I.G. 3724.)
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