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Sotto il manto della Dea

Il mio mondo
Sotto il manto della Dea, come ogni donna è mia sorella e mia figlia e mia madre,
ogni uomo deve essere per me padre e amante e figlio...
Mi racconto
Utente: Neferkr
" Come si può descrivere la preparazione di una Sacerdotessa? Ciò che non è ovvio è segreto. Coloro che hanno percorso la stessa strada lo sanno, e coloro che non l'hanno percorsa non lo sapranno mai."
amo
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mithra

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You are The High Priestess

Science, Wisdom, Knowledge, Education.

The High Priestess is the card of knowledge, instinctual, supernatural, secret knowledge. She holds scrolls of arcane information that she might, or might not reveal to you. The moon crown on her head as well as the crescent by her foot indicates her willingness to illuminate what you otherwise might not see, reveal the secrets you need to know. The High Priestess is also associated with the moon however and can also indicate change or fluxuation, particularily when it comes to your moods.

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ricevuto da Ruggero
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venerdì, 26 dicembre 2008
Gli interessati a seguire i ritmi lunari nelle coltivazioni di casa, orto e giardino troveranno l'Agri_lunario di Strie a questo indirizzo:
http://www.strie.it/agri_lunario_lupo.html
e la versione stampabile in:
http://www.strie.it/stampabile_lupo.pdf
postato da: Neferkr alle ore 20:52 | Permalink | commenti (3)
categoria:luna, calendario semine
venerdì, 26 dicembre 2008
la *Lunazione del Lupo* inizia inizia il 27 dicembre 2008 con un novilunio in Capricorno.

In questi giorni di grandi festività ci uniamo a voi facendovi moltissimi auguri di serenità e prosperità!


Vi segnaliamo la nuova sezione INCONTRI sul sito Il Calderone Magico
http://www.ilcalderonemagico.it/incontri.html
con tutti gli aggiornamenti dei nostri appuntamenti in varie città d'Italia.

Il Calendario lunare in PDF (con i links cliccabili dallo schermo!!!) può essere scaricato da questo indirizzo:
http://www.nuovelune.it/LUNARIO_LUPO_2008.pdf

oppure può essere consultato, con tutti i links correlati, sul sito www.nuovelune.it:
http://www.nuovelune.it/calendario_lunare_lupo.html

Altre notizie sulla Lunazione del Lupo:
http://www.ilcalderonemagico.it/lune_lupo.2008_2009.html



postato da: Neferkr alle ore 20:52 | Permalink | commenti
categoria:luna, calendario semine
giovedì, 18 dicembre 2008
da Wikipedia

I Saturnali erano un'antica festività della religione romana dedicata all'insediamento nel tempio del dio Saturno e alla mitica età dell'oro; si svolgevano dal 17 al 23 dicembre, come stabilito da Domiziano.
I saturnali avevano inizio con grandi banchetti, sacrifici, a volte orge; i partecipanti usavano scambiarsi l'augurio io Saturnalia, accompagnato da doni simbolici.


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Durante questi festeggiamenti era sovvertito l'ordine sociale: gli schiavi potevano considerarsi temporaneamente degli uomini liberi, e come questi potevano comportarsi; veniva eletto, tramite estrazione a sorte, un princeps -una sorta di caricatura della classe nobile- a cui veniva assegnato ogni potere. In realtà la connotazione religiosa della festa prevaleva su quella sociale e di "classe". Il "princeps" era in genere vestito con una buffa maschera e colori sgargianti tra i quali prevaleva il rosso (colore degli dei) e poteva ricordare il nostro Babbo Natale.
Era la personificazione di una divinità inferica, da identificare di volta in volta con Saturno o Plutone, preposta alla custodia delle anime dei defunti, ma anche protettrice delle campagne e dei raccolti.
In epoca romana si credeva che tali divinità, uscite dalle profondità del suolo, vagassero in corteo per tutto il periodo invernale, quando cioè la terra riposava ed era incolta a causa delle condizioni atmosferiche. Dovevano quindi essere placate con l'offerta di doni e di feste in loro onore nonché indotte a ritornare nell'aldilà, dove avrebbero favorito i raccolti della stagione estiva.
Si trattava insomma di una sorta di lunga "sfilata di carnevale" (perché a tale festa sono riconducibili i saturnalia e tutti i riti agrari successivi).
L'equivalente greco del dio romano Saturno era Cronos. Esisteva una variante al mito che vedeva in Saturno il dio di una mitica Età dell' Oro. Scacciato da Giove si diceva avesse spostato il suo regno in un luogo che, Greci prima e Romani poi, chiamavano "Isole beate".
postato da: Neferkr alle ore 15:45 | Permalink | commenti (2)
categoria:festività
giovedì, 11 dicembre 2008
La classica croce ansata della vita, quasi sempre rappresentata fra le mani delle divinità. Il simbolo dell'Ankh è piuttosto complesso e racchiude in sé quasi una filosofia. I bracci che si incrociano in un centro rappresentano la materia, ovvero le quattro direzioni che si concentrano in un punto che è in realtà l'uomo. Non a caso la croce è un simbolo universale che si ritrova in quasi tutte le religioni. Il cerchio superiore è il ciclo naturale della vita che parte in un punto e vi ritorna indefinitamente. La croce Ankh è dunque il ciclo della vita nella materia ma anche ad un livello superiore, di cui anzi, se correttamente utilizzata, costituisce la chiave di accesso.

There are two ancient Egyptian references to the ankh representation, and both agree. The round oval or loop represented the Sun rising above, but not yet above the horizon; in the desert that makes the Sun elongate next to the horizon, making a loop like affair. The crossbar represents the horizon. The vertical section below the crossbar is the "Path of the Sun", which would be the light casting a path across the Nile. Hence, the Ankh represents Life because it represents the Path across the Nile (life blood of Egypt, but oddly enough the Nile is either male or hermaphrodite) past the horizon to the Sun (which, depending on the traditions of Egypt can be either male or female, but usually male). The most ancient ankhs cross bar was actually the symbol of the two mountains of sunrise and sunset (life and death, east and west), and also consisted of papyrus (or some other plant tied together). Taken as the two mountains, then the ankh represents the path of birth, life, and death. It never had male or female attributes, but as the path of birth, life and death, represents both.
postato da: Neferkr alle ore 14:53 | Permalink | commenti (3)
categoria:antico egitto
venerdì, 05 dicembre 2008
L'Uomo è costituito da nove corpi chiamati "Stati di Coscienza", che compongono l'intera Individualità; purtroppo, al giorno d'oggi soltanto i primi corpi più vicini alla costituzione fisica sono "attivi", mentre gli altri sono ancora in stato di latenza permanente. La via palingenetica degli alchimisti è quella che ci permette di risvegliare anche gli altri "corpi sottili", per giungere così "alla Casa del Padre" e armonizzare tutto l'Essere. Tali Corpi che chiameremo involucri, sono visualizzabili come gli strati di una cipolla: partendo dal nucleo che viene rappresentato dal corpo fisico, si passa ai successivi livelli energetici (sempre più sottili a mano a mano che ci si allontana) che emettono una aurea propria sempre più potente e con colorazioni differenti. Tali "involucri" si suddividono in:

CORPO

XAT Corpo fisico

KA Corpo Energetico

BA Anima sensitiva



ANIMA

IB Anima sensitiva superiore

KAIBIT Ombra

KU Anima superiore. Intelligenza



SPIRITO

SEKEM Intelligenza superiore

REN Il Nome (Totem), l'Individualità, l'IO

SAH L'involucro spirituale che circonda la Scintilla divina

Il mondo minerale possiede un'anima costitutiva,
il vegetale possiede l'anima costitutiva e vegetativa,
quello animale l'anima costitutiva, vegetativa e sensitiva,
l'Uomo l'anima intellettuale, e comprende in sé tutte le precedenti.

È per questo che è estremamente sbagliato affermare senza alcun rispetto, che gli animali non possiedono un'Anima; al contrario sono dotati anche di una Intelligenza propria e di una Coscienza che gli permette di "Comunicare" con l'Uomo.

Ogni Essere vivente è il risultato di questa componente: Spirito - Anima e Corpo rappresentano la Funzionalità Vivente, il Tre.

Si osservi la Natura, con il fenomeno temporalesco: l'elettricità (il fulmine) entra in contatto col campo magnetico (la luce), dando luogo alla vibrazione (il tuono).

Tutto è parte integrante dell'Uno e in esso si forma continuamente: avendo due principi eterni, si ha come risultante una terza misura, che ci fornisce il numero d'Oro ossia la Sezione Aurea.

Tale numero si applica ovunque, sia in campo energetico, fisico che mentale.


Vi è una perfetta corrispondenza fra Microcosmo (l'Uomo) e Macrocosmo (l'Universo), e le regole della Trinità si manifestano con le stesse leggi, ma su piani differenti.

Abbiamo, infatti, in Cielo le Stelle Fisse (le singole Stelle) e le Stelle Mobili (Pianeti):
le Stelle Fisse sono rispettivamente il Khu, il Sekem e il Sah di certi archetipi o principi eterni che sussistono da sempre, e si manifestano in tutta la loro essenza: OIW che discende nei vari livelli del Cosmo Vivente.

Le Stelle Mobili sono il Ba e il Ka di queste stelle.

Ad esempio: Sirio è il Sekem dell'archetipo venusiano per eccellenza, principio spirituale eterno, mentre Venere (il pianeta) è il Ka di Sirio, ossia la sua manifestazione Fisica.

Tutto è in stretto rapporto armonico con le leggi universali: le singole stelle rappresentano il principio sottile del cosmo, che esprimono la parte Superiore dell'Uno, quindi lo Spirito.

I Pianeti si comportano di conseguenza, per cui essendo su di un piano più concreto, rappresentano necessariamente l'Anima di queste Stelle.

L'Uomo è il compendio di tutte queste forze ed è un Universo nell'Universo.

Se osserviamo, la Vita segue questo processo ternario, in base al quale si hanno due principi: una Positività e una Negatività che danno origine al Neutro; quest'ultimo è una concretizzazione dei due precedenti, ed è un "versare in terra" che influenza tutto l'agire.

Esiste in altri termini, un principio esterno che si manifesta col corpo concreto.

Del resto lo si vede nello schema della formazione dell'Essere Umano, del regno animale, vegetale e minerale, nonché nelle Idee che si formano nella mente.

Anche il tempo, che è curvo, inizia il movimento con una traiettoria e per effetto dell'attrazione si curva su se stesso, formando una spirale che da origine a delle pulsazioni.

Il vortice psichico della mente, quello fisico, dinamico (energia), il Fisso, hanno la capacità di memorizzare le impressioni e fissarle in un dato campo e momento della vita.


Nello schema della Trinità si applicano le tre vie palingenetiche dell'Uomo, identificate nelle tre tappe alchemiche: l'Opera al Nero, al Bianco e al Rosso.

L'Opera al Nero si attua partendo dal basso, col distacco dalle cose terrene che porta alla morte filosofale.

Tale "morte" conduce l'Individuo a cercare se stesso, e cominciare un nuovo stile di vita, un nuovo comportamento, seguendo le regole eterne di OIW.

Il percorso ha inizio con la Fiamma che divampa nelle profondità dell'animo e con la Stella interiore che attende di essere nuovamente destata.

Come si vede, non si può spiegare la funzionalità di un simbolo senza tener conto di tutto il Cosmo conosciuto e non: siamo parte dell'Uno, da lì veniamo e all'Uno torneremo per ricominciare un nuovo cammino.

Tutto è ciclico, tutto si ripete, in eterno rispetto della Trinità.
La religione egiziana, in quanto scienza della trasformazione spirituale, descriveva lo sviluppo e le interazioni di una decina di diversi elementi e corpi spirituali, che costituivano l'uomo interiore. Per gli Egiziani questi elementi erano ben distinti, come lo sono gli elementi chimici per la moderna scienza materiale.
"Ba" e' di solito tradotto con "anima"…. "Ba" e' il principio animatore, la scintilla vitale o divina che vivifica tutte le creature coscienti. Quando il "ba" si diparte dal corpo, il corpo muore; il "ba " e' immortale ed e' individuale solo nel senso che anima un determinato corpo durante il corso della sua esistenza. Il "ba" e' rappresentato come un uccello con testa umana, un interessante capovolgimento della pratica usuale secondo la quale alcuni neteru sono rappresentati con corpo umano e testa animale. Il geroglifico per la parola "ba" e' una specie di airone o di cicogna. A volte e' mostrato anche come un falco. Poiché la caratteristica più saliente della cicogna e' il suo istinto migratorio e la sua capacita' di ritrovare la casa, la scelta di questo uccello per rappresentare il "ba" suggerisce fortemente il concetto di reincarnazione, sebbene l'Egittologia ufficiale ne dia un'interpretazione diversa.
"Ka" e' solitamente reso con "doppio", che non significa nulla per nessuno, ma nessun altro singolo vocabolo coglie meglio questo complesso concetto. Il "ka" e' il potere che fissa e rende individuale lo spirito animatore rappresentato dal "ba". Il "ka" e' il complesso di poteri attrattivi e magnetici il cui risultato e' ciò che oggi chiameremmo "personalita'": il permeante senso dell'"Io" che risiede nel corpo, ma non e' il corpo (l'"Io" può essere presente anche quando il senso del corpo e' completamente perduto, come nella paralisi totale o in certi tipi di anestesia). Il "ka" e' complesso. C'è il "ka" animale legato ai desideri del corpo; quello divino che risponde al richiamo dello spirito; e il "ka" intermedio che fornisce lo stimolo a coloro che sono sulla strada per raggiungere gradualmente il controllo sul "ka" animale e porlo al servizio del "ka" divino. Il "ka" non muore col corpo mortale, benché possa scindersi nei suoi numerosi componenti. Se la visione simbolistica della reincarnazione fosse corretta, allora potrebbe essere il "ka" che si reincarna, un centro magnetico o una sede di qualita' che sopravvive alla morte fisica, e che richiede un altro veicolo fisico per continuare l'opera di autoperfezionamento.
Il segno geroglifico che indica il "ka" e' un paio di braccia innalzate verso il cielo, enfatizzando la sua funzione di potere attrattivo e magnetico. L'uomo diventato perfetto, per conquistare l'immortalita', doveva unire il suo "ka" al suo "ba", cioè la sua essenza individuale alla scintilla divina che portava in se'.
Oltre al "ba" e al "ka" che sono frequentemente raffigurati, l'essere umano conteneva una quantita' di altre entita' o poteri.
Il corpo era "khat", un termine che indica il "corruttibile".
"Khabit" e' l'ombra, o il riflesso, cio' che intercetta la luce. Questo sembra essere stato un’entita' che serviva ad unire i "ka" inferiori con tutti i loro appetiti e desideri carnali. Il "khabit" sembra corrispondere alla nostra nozione di spettro.
"Khu" era un'importante componente spirituale superiore all'uomo: una forma splendente che risiede nel corpo individuale. Anche i "khu" erano esseri celesti che vivevano con gli Dei, e possono corrispondere al concetto cristiano di angeli; il "khu" individuale potrebbe corrispondere allo spirito intelligente che dirige il cuore.
Il cuore, "ib", corrispondeva alla coscienza.
"Sekhem" era la personificazione del potere personale o della padronanza interiore: tutto cio' che un uomo riusciva a fare di se stesso era "sekhem".
"Ren" era il nome. Tutte le culture ed antiche attribuivano grande importanza al nome, che simboleggiava l'individualita': tutto cio' che distingue un individuo da un altro. Il nome era impregnato di qualita' e poteri magici; distruggere il nome di qualcuno equivaleva a privarlo di tutta l'individualita' e di tutto il potere.


p.s.
questo articolo non é mio e non ricordo dove l'ho trovato
Se l'autore mi contatterà, sarò lieta di attribuirglielo

postato da: Neferkr alle ore 21:02 | Permalink | commenti
categoria:esoterismo, antico egitto, conoscere gli dei

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