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Sotto il manto della Dea

Il mio mondo
Sotto il manto della Dea, come ogni donna è mia sorella e mia figlia e mia madre,
ogni uomo deve essere per me padre e amante e figlio...
Mi racconto
Utente: Neferkr
" Come si può descrivere la preparazione di una Sacerdotessa? Ciò che non è ovvio è segreto. Coloro che hanno percorso la stessa strada lo sanno, e coloro che non l'hanno percorsa non lo sapranno mai."
amo
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mithra

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You are The High Priestess

Science, Wisdom, Knowledge, Education.

The High Priestess is the card of knowledge, instinctual, supernatural, secret knowledge. She holds scrolls of arcane information that she might, or might not reveal to you. The moon crown on her head as well as the crescent by her foot indicates her willingness to illuminate what you otherwise might not see, reveal the secrets you need to know. The High Priestess is also associated with the moon however and can also indicate change or fluxuation, particularily when it comes to your moods.

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ricevuto da Ruggero
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venerdì, 22 febbraio 2008
... Volete, ad esempio, consacrare un oggetto. Dovete iniziare col
far sparire tutte le particelle e gli strati fluidici impuri
depositati su di esso. È sempre buona cosa voler entrare in
comunicazione con le forze del bene, ma dovete sapere che, sul
piano della materia, la prima cosa da fare è quella di
esorcizzare e liberare gli oggetti da tutte le impurità, per
poterli in seguito riempire di quelle forze benefiche. Solo a
questa condizione riuscirete ad impregnare gli oggetti di una
forza magica."

Omraam Mikhaël Aïvanhov
postato da: Neferkr alle ore 17:24 | Permalink | commenti (7)
categoria:aïvanhov
venerdì, 15 febbraio 2008
"In nome di Mithra", di Sandro Sabioni, pubblicato dalla casa editrice Andromeda all'inizio degli anni '90, basato su ricerche archeologiche e bibliografiche

PREFAZIONE di Fornari

Allora non c'era l'lmmanifesto, ne il Manifesto; non c'erano le profondità spaziali né il cielo al di sopra.
Che cosa circondava. Dove? Nutrito da chi? Che cosa era l'oceano, profondo, inscandagliabile?
Allora non c'era la morte, ne l'immortalità. Non esisteva il confine della notte e del giorno.
lmperturbato, mosso da sé, pulsava l'Uno solo. Oltre di lui non c'era nient' altro.
....
Serrato dal vuoto, quello che era il potere della fiamma accesa emerse all'esistenza...
Il desiderio primordiale seme della mente, in principio sorse in Quello.
l veggenti, cercando nella sapienza del loro cuore, scoprirono l'affinità del creato con l'increato...
(RGV.x.129.1-4)

Nascere, crescere, invecchiare sono i gesti obbligati che scandiscono la nostra esistenza: irrimediabilmente quando nasciamo ci sentiamo condannati a morire e questo fa sì che la nostra mente "ragionevole" si sclerotizzi nel tempo dell'io. lo, io, io: costruiamo così quella prigione che ci separa dall'infinito divenire e che ci regala la consapevolezza del limite.
Questo l'uomo lo sa da sempre: ogni volta che riesce a sfuggire alla ragionevolezza della sua mente, ogni volta che intercetta la pulsione dell'eterno divenire, non altrove ma dentro di se, quasi ci fossero porte segrete che ci restituiscano la tremenda percezione del nostro io dilatato, come se colui che pensavamo essere "noi stessi" non fosse altro che l'ombra di un essere sconosciuto alla nostra mente. Questo l'uomo lo sa da sempre. La provocazione che ci viene dal quotidiano, la legge del bisogno che ci impegna nell'interazione con l'aspetto più denso della materia stimola la specializzazione dei processi mentali e conferma sempre più l'autoidentificazione nel ruolo-personaggio psicologicamente inteso.
Da sempre l'uomo sa anche che ci sono porte interiori che possono essere aperte ma sa anche che la trasmissione di questi insegnamenti può avvenire soltanto tra menti libere dall 'illusione prigione dell'io, menti che non hanno paura di rinunciare all'alibi della razionalità per fare un salto nel buio, e riconoscere l'infinito nascosto nel finito. Solo attraverso il simbolo l'uomo può vibrare a questa frequenza ed ha chiamato "misteri" la trasmissione di chiavi che possano sintonizzarsi ad una sorta di iper-spazio a cui si giunge attraverso porte che possono essere aperte nella trama energetica; la codificazione di queste chiavi ripetute e combinate nella scansione scatenante la mutazione di stato-percezione è chiamata "rito".
La più antica chiave che l'uomo ha affidato all'uomo nel segreto della confidenza è il triplice aspetto; positivo, statico, negativo; +, =, -; fuoco, aria, acqua; o come si dice tradizionalmente, i tre guna: rajas, sattva, tamas.
Ricordata come trimurti, trinità, è la fomlUla secondo la quale sussiste la creazione; forse oggi vogliamo leggerIa come insieme di forza di gravità, forza di campo elettromagnetico e interazione atomica.
Ogni tempo rispetta un proprio codice di linguaggio.
Il Rig- Veda, il libro più antico del mondo, ci parla di una divinità già antica: Mithra.
Negli inni vedici è associato a Varuna nella figura del Mithravaruna come due facce di una stessa medaglia.
Varuna è l'inconoscibile, il tremendo, simbolo della potenza delle acque primordiali ingestibili e insondabili, fonte delle paure e quindi radice simbolica della notte, dell'inconscio. Mithra è il volto amico della divinità. Mentre Varuna è giudice terribile e severo che ci scaraventa negli inferni delle ossessioni, nei sensi di colpa, Mithra è il nostro testimone della difesa, è l'eroe puro che invochiamo come testimone della nostra purezza d'animo, della nostra sincerità e buona fede.
Per questo viene invocato come custode dei patti e soprattutto garante del patto supremo, quello tra Dio e l'uomo, tra l'infinito-inconscio collettivo con il finito-consapevolezza individuale.
Ciò non toglie che Mithra è dunque l'altra faccia della notte: il desiderio della luce.
L'uomo ha ancora bisogno del buio della notte per risvegliare i simboli primordiali, nel sogno e nel rito.
Al confine del buio c'è il confine con la propria anima: quando il confine tra il manifesto e l'immanifesto si fa più incerto l'uomo intravvede una realtà affascinante e terribile che non riesce a concettualizzare.
Mithra è la chiave triplice che apre la pona tra i mondi:
Mi - Acqua
Th - Aria
Ra - Fuoco
Queste tre lettere formano un mantra, una parola potente capace di vibrare e di scuotere; pronunciate lentamente, profondamente, in un 'unica lentissima espirazione paragonabile ad un muggito, è la chiave che distrugge l'inconsapevolezza. La kabala chiama queste tre lettere le madri che nutrono l'albero della vita.
Il mantra Mithra ha attraversato i millenni ed è un grido sommesso, profondo, una vibrazione tellurica, liberatoria che percuote il corpo come un eco, è il vagito della libertà, la libertà cruenta di esistere rinunciando ai propri limiti, rinunciando alla propria caduta e ad ogni caduta possibile. Lo stesso muggito che è stato gridato un numero infinito di volte nella profondità delle grotte mitraiche, lo stesso muggito che l'uomo pronuncia nella profonda grotta del proprio cuore, il suono che spezza ogni finta apparenza.
Mithra è la chiave che apre quella porta che mette in comunicazione ogni uomo con le proprie costellazioni: la porta del firmamento. Questo è il messaggio primordiale che l'uomo ha lasciato all'uomo: l'antico sacerdote ha lasciato questo mito e questo rito e un 'unica preghiera "sveglia quel sole che è dentro di te, sveglia quel cuore che è dentro quella grotta, smetti di sognare una vita che non esiste e divieni consapevole".
L'iniziazione a Mithra diviene l'unione a se stessi. Questo libro di per se stesso è un miracolo della memoria.
Il vero libro su Mithra è ancora da scrivere ed è il libro che restituirà alla filosofia le sue stesse origini.
postato da: Neferkr alle ore 00:42 | Permalink | commenti (6)
categoria:recensioni
martedì, 12 febbraio 2008
Non verrà l'amore
ad offrirsi per me,
non verrà, non verrà,
nè ora nè mai.


Sono discesa agli inferi
accompagnata da un corteo
di sentimenti cattivi
come ancelle invadenti.

Sono discesa all'oscurità
nel bisbiglio affilato
di parole come coltelli,
infine al sicuro nel soffice buio.

Non verrà l'amore
ad offrirsi per me,
non verrà, non verrà,
nè ora nè mai.


Tu e tutto il resto,
il dolore, la tristezza
mi avete impestata
contaminata, sopraffatta.

Sono un cadavere imputridito
appeso a un gancio,
un cadavere gettato
come un vecchio sacco.

Non verrà l'amore
ad offrirsi per me,
non verrà, non verrà,
nè ora nè mai.


Le mie mani dolci,
i miei occhi luminosi,
i lunghi capelli,
il fertile bacino

tutto andato,
distrutto, macerato
nel pensiero di te,
crudele e spietato.

Non verrà l'amore
ad offrirsi per me,
non verrà, non verrà,
nè ora nè mai.


Ho atteso a lungo,
pensando che per te l'avrei fatto,
mille e mille volte,
cento e mille vite t'avrei dato.

Aspetto ancora
l'amore vero che si doni
in sacrificio, affinchè torni
a rivedere il sole.

Non verrà l'amore
ad offrirsi per me,
non verrà, non verrà,
nè ora nè mai.


L'attesa è finita:
il mio lamento, che ha infranto
le porte degli inferi,
non ti ha commosso.

Che Ereshkigal sia clemente,
che il mio amore ti protegga,
perchè da ora non avrai
altre difese.


)O(
postato da: stregamamma alle ore 15:56 | Permalink | commenti (4)
categoria:sentimenti, dee , stregamamma, paredri
lunedì, 11 febbraio 2008
Il Ritorno – o Elogio della necrofilia
Da più di cento anni Carmilla e Frankenstein sono due miti che trovano il loro posto nell’immaginario collettivo e letterario del gotico. Hanno ancora forza nella nostra epoca moderna e decennio dopo decennio hanno ancora qualcosa da raccontare... Oltre le fangose strade di una Parigi lontana, eppur vicina, innominabili verità prosperano nell’ombra. Alla ricerca di una seconda realtà migliore della squallida epoca positivista nella quale vive, l’aspirante poeta Lawrence si trova a contatto con le forze soverchianti dell’amore e dell’irrazionalità. Con l’avvento del nuovo secolo si scopre legato a un patto, la cui concretizzazione gli nega la prospettiva della morte e lo sbalza, dopo drammatici avvenimenti, nel laboratorio di Mark, studioso necrofilo, che in un florilegio di cadaveri spera di trovare il mistero della vita. Legati dallo stesso passato e proiettati verso lo stesso futuro, il poeta senz’anima e lo scienziato visionario si troveranno a combattere contro l’indomabile volontà di un destino macabramente beffardo. Un libro che nasce dall’eterna esigenza delle nuove generazioni di raccontarsi attraverso la metafora del fantastico e riprende e attinge a piene mani da antichi miti mai dimenticati...

Nicola Roberto Dentico è nato a Bari nel 1988, abita in provincia di Torino e studia al DAMS. Appassionato di racconti gotici e di esoterismo, Il Ritorno è il suo primo romanzo.
http://www.ilfiloonline.it/autori/2008/dentico.asp
postato da: Neferkr alle ore 20:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:intuizioni geniali, paredri
sabato, 09 febbraio 2008
"M'illumino di meno" - Giornata Internazionale del Risparmio Energetico 15 febbraio 2008

Si tratta di un'iniziativa nata 4 anni fa da una trasmissione radiofonica di Radio2, Caterpillar.
In poco tempo si è diffusa in Italia ed all'estero, coinvolgendo anche importanti istituzioni quali il comune di Parigi, quello di Berlino, il Senato della Repubblica, etc.

credo sia nostro dovere aderire e diffondere il più possibile questo tipo di iniziative.

Come funziona?
Impegnatevi a risparmiare energia elettrica, magari grazie alle regole del decalogo che trovate nelle righe seguenti. Impegnatevi a farlo sempre, ma soprattutto il 15 febbraio a partire dalle 18.00.

In molte città verranno spenti importanti piazze o monumenti; alcune persone si sono impegnate a cenare al lume di candela o a non vedere la tv, a spegnere lo scaldabagno o a compiere piccoli gesti responsabili di questo tipo.
L'importante è impegnarsi a fare qualcosa, rispettando la nostra Madre.

IL DECALOGO DEL RISPARMIO ENERGETICO

1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l'automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

E ricordati di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 15 febbraio alle ore 18!

Potete trovare ulteriori informazioni, scaricare materiali e banner, o dare la vostra adesione personale qui:
http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm

postato da: Neferkr alle ore 15:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:millumino di meno

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